«Cara Befana, da quest’anno meno zucchero e più salute»: lettera aperta sulla prevenzione dell’obesità infantile

I bambini non sono cattivi e non vanno puniti. Il dono più importante che possiamo fargli non è un dolce o un dono in più, ma il regalo più ambito: un futuro pieno di salute, per ottemperare con grande responsabilità all’Art 32 della Costituzione italiana. Nella lettera aperta sulla “festa che tutte le altre si porta via”, la lettera chiede alla Befana di consigliare «ai nostri genitori di cucinare più spesso in casa visto che la stanza adibita alla cucina è sempre vuota e ci mette tristezza. Riaccendendo la nostra cucina, eviteremo di mangiare tutto quello che ci arriva dai poveri “fattorini per le consegne a domicilio” che loro chiamano rider, ragazzi costretti a fare chilometri per arrivare a casa con un cibo freddo che sa di cartone e plastica

Il commento di VITO AMENDOLARApresidente Osservatorio Dieta Mediterranea

Questa non è una lettera ingenua né una favola di stagione. È una lettera alla Befana che arriva idealmente da tutti i bambini d’Italia, ma che è rivolta soprattutto agli adulti. Perché quando si parladi meno “zucchero” si parla di salute, ed in particolar modo di obesità infantile, bisogna avere contezza che la responsabilità non è dei più piccoli ma di chi educa, sceglie, organizza e dà l’esempio.

 

Cara Befana, quest’anno non ti chiediamo il solito  dono, ti chiediamo una cosa più importante: aiutaci ad avere dai nostri genitori e dalle istituzioni, ciò che davvero ci serve per stare in salute, aiutaci a crescere con cibi sani e non ultraprocessati e con  adulti che si prendono cura di noi facendo le giuste scelte. Quindi meno chili di zucchero e più salute, meno bibite zuccherate come cola e bevande simili, meno merendine e cibo spazzatura, meno dolci come premio quotidiano. Non perché i dolci siano il male assoluto, ma perché l’eccesso di zuccheri  che troviamo dappertutto nel nostro cibo qotidiano è diventato una consuetudine che pesa sul presente e sul nostro futuro .

 

E visto che oltre alla Dieta Mediterranea anche la Cucina Italiana è stata riconosciuta dall’Unesco come Patrimonio immateriale e culturale dell’Umanità, consiglia ai nostri  genitori di cucinare più spesso in casa visto che la stanza adibita alla cucina è sempre vuota e ci mette tristezza. Riaccendendo la nostra cucina, eviteremo di mangiare tutto quello che ci arriva dai poveri “fattorini per le consegne a domicilio” che i genitori chiamano rider, ragazzi costretti a fare chilometri per arrivare a casa con un cibo freddo che sa di cartone e/o di  plastica.

 

Ma la lettera ideale non si ferma solo al cibo, continua così: 

 

Cara Befana, aiutaci anche a spegnere qualche schermo. L’uso eccessivo di smartphone e dispositivi digitali che ci condizionano e ci obbligano a stare fermi e a farci compagnia mentre mangiamo cibo spazzatura, alimentando “le  cattive abitudini”. Aiutaci a farci muovere e a stare meno fermi davanti agli schermi della Tv e della Play station, accumulando quei chili in più che non ci servono. E noi ti promettiamo, infine, che se sarai brava con noi, seguiremo con attenzione e convinzione i consigli dei nostri genitori prendendo esempio da loro, che riteniamo sia il miglior modo per essere educati correttamente e la maniera migliore per non  farli arrabbiare, dando  spazio alla convivialità e alla serenità utile a tutti.

 

Questa lettera parla ai grandi di un desiderio inconsapevole alle famiglie. Chiamate, innanzitutto, a dare l’esempio ogni giorno a tavola, nella scelta degli alimenti, nel tempo dedicato al movimento e alle relazioni, e parla alle istituzioni, chiamate a fare scelte responsabili nelle politiche di prevenzione primaria, visto che il Piano nazionale dal 2020 appena scaduto nei suoi cinque anni non ha prodotto alcun risultato. In questo quadro, è necessario evitare scorciatoie che rischiano di produrre effetti controproducenti. La proposta di legge di qualche parlamentare di  effettuare lo screening sistematico dell’obesità in età evolutiva, se non accompagnate da interventi educativi, ambientali e strutturali, possono aumentare lo stigma e il disagio nei bambini, senza incidere sulle cause reali del problema. L’obesità si previene, non si etichetta.

 

Con il senno di poi va sottolineato che forse non avremmo avuto bisogno della legge sull’obesità (la n. 149/2025), un grande traguardo per essere stato il primo Paese al mondo a riconoscerla, ma sarebbe stata praticamente inutile se avessimo fatto funzionare da tempo una Prevenzione primaria vera, assecondando i desiderata succintamente esplicitati nella lettera alla Befana. La vera prevenzione inizia a scuola. L’educazione alimentare deve diventare materia curricolare stabile. È questa la direzione che l’Osservatorio nazionale Dieta Mediterranea sta già percorrendo in Campania, Puglia,  Calabria, Molise e Umbria, con il coinvolgimento delle famiglie e il supporto dei biologi nutrizionisti. Promuovere la Dieta Mediterranea, nelle Scuole come modello alimentare più sostenibile al mondo, favorire l’attività motoria quotidiana, migliorare la qualità delle mense scolastiche e ridurre il tempo sedentario, sono tutte azioni coerenti che devono trovare posto  privilegiato nel Piano nazionale della Prevenzione, ora in fase di riscrittura. Sono queste le scelte che permettono di evitare l’obesità grave e di garantire pari opportunità di salute.

 

La lettera alla Befana come pretesto narrativo è l’appello finale alle istituzioni, alla scuola e alle famiglie: trasformiamo la prevenzione dell’obesità infantile in una responsabilità condivisa e strutturale. Meno “zuccheri”, più educazione alimentare, più movimento e più consapevolezza devono diventare scelte quotidiane e politiche pubbliche, perché il futuro dei bambini non può essere lasciato al caso e  all’aggressione della pubblicità ingannevole che li considera solo come consumatori, sfruttando la loro vulnerabilità. I bambini non sono cattivi e non vanno puniti. Il dono più importante che possiamo fargli non è un dolce o un dono in più, ma il regalo più ambito scritto nella lettera: un futuro pieno di salute, per ottemperare con grande responsabilità all’Art 32 della Costituzione italiana. («La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti»).

 

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